La Meridiana al Castello degli Agolanti di Riccione

 

            Un grande monumento solare realizzato di recente dallo gnomonista Giovanni Paltrinieri di Bologna per conto del COMUNE DI RICCIONE è la MERIDIANA DEL CASTELLO DEGLI AGOLANTI.

Il monumento qui trattato è a Quadrante Orizzontale e Gnomone a “Vela”, cioè di forma triangolare. Quest’ultimo, collocato secondo l’asse Nord-Sud, fa sì che la sua ipotenusa “O-A” - atta a generare ombra sul Quadrante - miri alla Stella Polare, formando con l’orizzonte un angolo pari alla Latitudine locale.

 

            Le linee orarie che si realizzano al suolo sono generate dai punti O1 e O2, la cui distanza è pari allo spessore dello Gnomone. Ovviamente le ore indicate sono quelle Locali (o Vere, o Solari), a cui necessita una opportuna correzione di Longitudine e di Equazione del Tempo per ottenere il Tempo Medio Europa Centrale.

            Il punto “A” dello Gnomone a “Vela” può anche costituire il centro focalizzante di una Meridiana calendariale che viene a formarsi nella zona Nord dello strumento. Gli elementi da considerare in questo caso sono la Latitudine e l’Altezza gnomonica “H”. Agli Equinozi il Sole giace su un piano perpendicolare all’asse terrestre, e di conseguenza l’angolo zenitale “Z” è identico alla Latitudine locale proiettandosi al mezzodì in posizione L1. Gli estremi proiettivi nel corso dell’anno saranno ai Solstizi con scansioni di 23°26’ ciascuna, definendo in L2 il Solstizio Estivo, e in L3 il Solstizio Invernale.

 

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            La città di Riccione si estende dal mare alla collina. Su quest’ultima è posto il CASTELLO DEGLI AGOLANTI: una costruzione che sembra risalire agli inizi del XIV sec. Ai tempi del suo massimo splendore possedeva 24 stanze, quattro torri in corrispondenza degli altrettanti spigoli, e non mancava certo di fossato perimetrale con l’obbligato ponte levatoio. Era dunque una casa-fortilizio: sicuro rifugio dai predoni per via terra, e dalle incursioni barbaresche provenienti dal mare.

            Tra gli ospiti illustri che onorarono il CASTELLO il primo posto spetta alla REGINA CRISTINA DI SVEZIA. Essa, abbracciando la Fede Cattolica, aveva dovuto rinunciare alla corona e abbandonare il suo Paese. Il papa l’aveva allora accolta in Vaticano dando una signorile ospitalità a lei e al suo abbondante seguito. Nel corso del lungo viaggio la sovrana sostò nel Novembre del 1655 a Bologna, dove conobbe il grande astronomo GIANDOMENICO CASSINI che stava proprio allora portando a compimento la sua MERIDIANA in San Petronio. Arrivata a Roma, la regina venne ospitata nella TORRE DEI VENTI: un eccezionale edificio realizzato un secolo prima dall’astronomo EGNAZIO DANTI in cui aveva tracciato una LINEA MERIDIANA inserendola in un contesto di affreschi di altissima qualità raffiguranti tutti il Vento nelle sue molteplici espressioni. In quella stessa sala si erano poi svolte le sessioni di una commissione astronomica dalla quale scaturì, nel 1582, la Riforma del CALENDARIO. La sovrana, stabilitasi dunque in Vaticano in quel luogo tanto singolare e qualificante, effettuò negli anni seguenti numerosi viaggi in molte città italiane. I Diari del riminese Pedroni attestano che essa si fermò anche al CASTELLO DEGLI AGOLANTI DI RICCIONE di cui troviamo la seguente memoria: “L’anno 1656 ripassò per questa Città di Rimino (Rimini), ma incognita accompagnata però dallo stesso Cardinale Aquaviva fino al confine della Legazione. L’anno 1657 li 10 Luglio ripassò di nuovo, ed essendo il Contagio in Roma si fermò a fare la contumacia a Rezzone (Riccione) al Palazzo nobile de Signori Agolanti”. Possiamo dunque indicare in questa data l’inizio di una futura vocazione turistica di Riccione, luogo ideale non soltanto per l’aspetto balneare, ma anche per l’indiscussa salubrità dell’aria.

            Le componenti storiche di personaggi ed avvenimenti che fanno confluire al Castello degli Agolanti dei singolari collegamenti con Meridiane e la Misura del Tempo non mancano dunque. Qui si confondono storia e leggenda, reale e immaginifico, punto di arrivo e di partenza: il tutto assume significati filosofici che richiedono una dettagliata descrizione. E’ appunto in quest’ottica che lo scrivente, incaricato dal COMUNE DI RICCIONE di progettare un’Opera Solare di grandi dimensioni, l’ha concepita secondo un filo conduttore che si inserisce armoniosamente all’interno di un PARCO PUBBLICO ed è collegato con una pista ciclabile.

            E’ così sorta la MERIDIANA DEGLI AGOLANTI: un monumento che si ispira a tematiche medievali, citato sul GUINNESS DEI PRIMATI per le sue eccezionali dimensioni. Il tutto progettato secondo le antiche unità di misura locali: il PIEDE, composto di 10 ONCE, uguale a METRI 0,543. Attraverso tale valore, usato nei suoi multipli e sottomultipli, si manifesta una ritmica di rapporti dimensionali altamente significativi ed a misura d’uomo.

            La lettura di questo progetto si svolge da SUD verso NORD, ed ha come inizio il piano emergente su cui è posizionato un Sole fiammeggiante costituito da tasselli vetrificati policromi racchiuso in un cerchio di raggio m 3,250 (6 Piedi locali). All’esterno dell’astro sono inseriti circonferenzialmente dodici marmi recanti ciascuno una diversa e immaginifica direzione data dagli antichi cartografi. Partendo da Nord ed andando in senso orario troviamo: THULE (Islanda-

Norvegia); CIPANGO (Giappone); CATAI (Cina); SAMARCANDA (via della seta); BABILONIA (Mesopotamia); ARABIA FELIX (Penisola arabica); TIMBUCTU’( Sudan); ELDORADO (America Meridionale); ATLANTIDE (Isola scomparsa); COLONNE D’ERCOLE (Gibilterra); CAMELOT (Regno di re Artù); VINLAND (Groenlandia). Detti marmi sono disposti secondo le approssimate direzioni conosciute in passato, e quindi danno essenzialmente l’idea di luoghi infinitamente lontani e quasi indefiniti, indicata dai navigatori che raccontavano di terre fantastiche e misteriose.

            Da qui si apre in direzione NORD un breve corridoio che si collega ad un semicerchio incorniciato da un muretto che ospita un grande labirinto avente raggio 11,400 metri (21 Piedi locali).  Esso rappresenta il percorso compiuto dalla Scienza e dal pensiero dell’uomo, miranti entrambi alla Conoscenza suprema. Non per nulla nell’antichità il Labirinto era il simbolo della faticosa ascensione  alle più alte ispirazioni umane, quasi un crogiolo per mezzo del quale si separava l’oro fino dalle impurità. Dalle approssimate conoscenze primordiali la Scienza trovò nel medioevo un graduale perfezionarsi: soltanto a pochi che perseveravano nella ricerca era dato di discernere tra il Bene ed il Male, tra Verità e Menzogna; solo essi potevano alfine separare Luce e Ombra, da cui deriva la conoscenza del Tempo.

            Appena imboccato l’ingresso del nostro sinuoso percorso, la strada ci porta quasi all’uscita, illudendoci per un istante di non aver incontrato alcuna difficoltà: di colpo però il sentiero ci obbliga ad inversioni di rotta, e spesso a scegliere tra più strade. Talvolta siamo tentati di barare al gioco scavalcando gli ostacoli, ma la vita spesso ci obbliga a certi percorsi, obbligandoci alle sue regole: il premio della Conoscenza viene dato soltanto a chi le rispetta.

            All’uscita del dedalo medievale approdiamo al trionfo della Tecnica, il monumento dedicato alla Misura del Tempo: un grande Gnomone a forma di vela “Randa al terzo” che proietta al suolo la sua maestosa ombra.

 

 

             Esso è alto metri 6,516 (12 Piedi Locali); ed è largo metri 0,543 (1 Piede locale); è rivestito sui due lati da un raffinato mosaico a tasselli policromi realizzato dall’ISTITUTO STATALE D’ARTE DI RICCIONE con la collaborazione della mosaicista AMI NAKAHIRA. Il centro virtuale da cui si diparte dal suolo l’immenso piano inclinato coincide con il centro di un cerchio, che per metà è occupato dal Labirinto appena visto, e per l’altra metà dalle linee orarie di un Orologio Solare tracciato sul pavimento.

            Entrati nella zona “Solare” siamo perciò in grado di leggere l’ora entro un arco di tempo che va dalle 6 del mattino alle 6 di sera. Le Linee hanno tutte la stessa forma e lunghezza, a sottolineare l’inesorabile, costante, ineluttabile passare dei giorni, delle stagioni, degli anni.

            Solo la Linea delle ore 12, quella centrale, ha una propria connotazione che la distingue dalle altre: indica l’istante del Mezzodì allorquando l’ombra della vela ha la sua minima larghezza, e si sovrappone esattamente alla lista di marmo. L’ombra del punto più elevato della vela (sempre al mezzodì), mutando quotidianamente la sua proiezione sulla Linea, ha funzione di indicatore calendariale. Essa impiega sei mesi per andare da un Tropico all’altro, o se vogliamo da un’estremità all’altra della Linea. La sua massima estensione avviene il 21 Dicembre (il giorno più corto dell’anno). Questa è una data magica sin dai primordi: dopo le giornate estive il Sole appare sempre con minor ampiezza sopra l’orizzonte, tanto da minacciare di scomparire nelle viscere della terra. L’uomo allora si propizia l’astro utilizzando il punto proiettivo al mezzodì quale centro di una sacra circonferenza costituita dal muretto che in direzione NORD conclude l’opera. Detto muretto ha un raggio di metri 6,516 (12 Piedi locali). La distanza tra questo centro, ed il centro del maggior cerchio che comprende sia l’Orologio, sia il Labirinto, è di metri 22,210. E’ la Luce della Conoscenza che passa dall’Orologio Solare a Vela simbolo del tecnicismo statico, all’ultimo atto che qui si travasa e si allarga ad una nuova dimensione: il possesso del tutto da parte dell’Uomo. Il sacro recinto circolare possiede quattro aperture che si collegano esternamente alla pista ciclabile. Idealmente è il recinto etrusco tracciato dall’aruspice sul quale egli segnava con precisione i quattro Punti Cardinali. Qui si sedeva, e formulava gli auspici osservando la direzione in cui si manifestavano in cielo particolari segni, quali un fulmine, un disegno di nuvole, o altro. Al suolo si materializzano allora i nomi delle otto direzioni geografiche principali, accompagnate ciascuna dal nome del corrispondente Vento che proviene da quel luogo, affinché l’uomo di mare possa formulare precise previsioni meteorologiche:

N= TRAMONTANA; NE= GRECO; E= LEVANTE; SE= SCIROCCO; S= AUSTRO; SO= GARBINO (LIBECCIO); O= PONENTE; NO= MAESTRO.

            Queste sono le “vere” direzioni, e non le “immaginifiche” che contornavano il Sole all’inizio della nostra storia. Tali nomi sono incisi lungo una circonferenza di marmo che ha per raggio interno metri 1,630 (3 Piedi Locali), e per raggio esterno metri 2,170 (4 Piedi Locali).

            L’Uomo è padrone della Scienza, il protagonista attuale che ha sottomesso la Tecnica indagandola in ogni suo aspetto. Per un istante si illude di poter comandare anche al Tempo in quanto per mezzo della sua ombra qui è in grado di leggere l’ora al suolo: ponendosi ritto sul nome del mese in corso che trova inciso all’interno della Rosa dei Venti, la sua proiezione è utilizzata come indice per un secondo Orologio Solare costituito da tante piastrelle numerate opportunamente collocate all’intorno. E’ un dominio effimero; il tempo misurato da noi ha la consistenza dell’ombra: basta una nuvola per disperderlo.

            Il monumento di Riccione trova nelle sue componenti dimensionali alcuni valori numerici particolarmente significativi indicati nei Piedi Locali: 1, 3, 4, 6, 12, 21.

            Dal centro del Sole al centro del Labirinto/Orologio vi sono metri 22,210. Dal Centro del Labirinto/Orologio al centro dell’Orologio Analemmatico/Rosa dei Venti vi sono altri metri 22,210. Aggiungendo il raggio del muretto del Sole con metri 3,250, ed il raggio del muretto che ospita la Rosa dei Venti che è di metri 6,516, abbiamo un’estensione massima dell’opera di oltre 54 metri.

            Spazio e Tempo si fondono dunque qui. Allo stesso modo si fondono la dimora degli Agolanti, il ricordo della presenza di Cristina di Svezia, la Vela, il Mare, il Vento, il Sole, ed il moderno turista che sostando a Riccione sale a contemplare questo singolare ed emblematico monumento.

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Rif. Bibligr.:  Giovanni Paltrinieri - Italo Frizzoni:: MERIDIANE E OROLOGI SOLARI DI BOLOGNA E PROVINCIA L'Artiere

                                                                                    Edizionitalia, Bentivoglio (BO), 1995.

                      Giovanni Paltrinieri:MERIDIANE E OROLOGI SOLARI D’ITALIA L'Artiere Edizionitalia, Bentivoglio (BO), 1997.

                      Giovanni Paltrinieri: CALENDARIO LUNARIO; Calderini Edagricole, Bologna, 2000